{"id":117,"date":"2013-01-04T18:16:15","date_gmt":"2013-01-04T17:16:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.montecroce.it\/?page_id=117"},"modified":"2013-01-27T17:38:51","modified_gmt":"2013-01-27T16:38:51","slug":"testimonianze","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.montecroce.it\/?page_id=117","title":{"rendered":"Testimonianze"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>IL FUOCO DEL MISSIONARIO E LA SOAVITA\u2019 DEL MONACO<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Quando, sette anni fa, sono arrivato come vescovo a Casale, scorrendo l\u2019elenco dei miei preti, mi sono imbattuto in un nome: don Arturo Giaccone.<br \/>\nMi venne allora improvvisamente alla memoria che, molti anni prima, l\u2019avevo incontrato negli anni in cui, rientrato dal Neuqu\u00e8n, animava in Italia la partecipazione di sacerdoti &#8220;Fidei Donum&#8221; verso l\u2019America Latina.<br \/>\nCos\u00ec lo andai a trovare a Cumiana e l\u00ec si \u00e8 rinsaldata la stima di tanti anni fa, confortata da una nuova ammirazione per questa sua ultima (e definitiva) vocazione di monaco.<br \/>\nMa monaco ancora e sempre missionario.<br \/>\n\u00c8 fra questi due apparenti estremi che io colloco mentalmente la figura, esile e forte, di questo fulgido testimone. Egli \u00e8 per me il monaco e il missionario insieme.<br \/>\nQuando torno in Argentina in quella porzione di Patagonia che \u00e8 il Neuqu\u00e8n, mi imbatto nel ricordo della sua appassionata figura di missionario, ardente e focoso.<br \/>\nEra un &#8220;uomo di fuoco&#8221; e la passione per la missione lo bruciava, anche nella ricerca di un modello di monachesimo contrassegnato dal silenzio e dalla povert\u00e0, ma per nulla estraneo all\u2019impegno di &#8220;comunicare il Vangelo&#8221;. Era questo il fuoco che gli ardeva in cuore: comunicare, comunicare la Parola, il Vangelo, Ges\u00f9 Cristo.<br \/>\nCos\u00ec questa fiamma alimentava nella seconda parte della sua vita &#8211; quella monastica &#8211; la sua costante dedizione alla &#8220;Lectio Divina&#8221;, vero, incancellabile tratto della sua spiritualit\u00e0 irradiante.<br \/>\nMonaco, dunque, nello sprofondarsi in un fazzoletto di terra e in un angolo di casa.<br \/>\nMonaco nella povert\u00e0 pi\u00f9 assoluta e nel distacco pi\u00f9 drastico.<br \/>\nMonaco nell\u2019amore alla meditazione e alla contemplazione divenuta ragione di vita.<br \/>\nMonaco anche nel lavoro della terra (fin che la fragile condizione di salute lo sostenne) e nella fatica di un\u2019esemplare austerit\u00e0.<br \/>\nMonaco in tutto e fino all\u2019estremo respiro concessogli da una estenuante malattia che ne ha consumato la vita come una candela.<br \/>\nMa monaco non in fuga. Monaco in ricerca. E pi\u00f9 ancora monaco per comunicare.<br \/>\nNon si \u00e8 spenta la sua luce sul monte. Non si \u00e8 inaridita la sua sorgente.<br \/>\nE non ci resta che augurarci, come in un sogno (ma \u00e8 lecito sognare), che la piccola fondazione monastica, da lui custodita come una fragile creatura, continui a far zampillare acque fresche di verit\u00e0 e di vangelo per la sete di molti.<br \/>\nNel suo nome e nella sua memoria; nel suo esempio che trascina; lungo il sentiero da lui tracciato, con il fuoco del missionario e la soavit\u00e0 del monaco.<\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: Wingdings;\">X<\/span> <i>Germano Zaccheo<br \/>\n<\/i>Vescovo di Casale M.to<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>IL &#8220;VIZIO&#8221; DI DISTURBARE<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Arturo era fatto cos\u00ec, lo sapevano tutti. Voleva andare a fondo nelle questioni. Pretendeva capire, dissipare tutte le ombre, eliminare le incertezze.<br \/>\nRischiando in proprio e pagando regolarmente di persona.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha un nome preciso nel lessico spirituale: radicalit\u00e0 evangelica.<br \/>\nDon Arturo non tollerava le mezze misure, era allergico ai compromessi. Lui era convinto che la &#8220;giusta misura&#8221;, in termini evangelici, \u00e8 l\u2019eccesso, la dis-misura.<br \/>\nParecchia gente, anche rivestita di autorit\u00e0, attestata sul versante della prudenza umana, lo considerava un esagerato, perfino un esaltato, un utopista.<br \/>\nParecchi lo seguivano, perch\u00e9 avvertivano in lui un timbro di autenticit\u00e0, passione genuina, disinteresse. La stessa sua ingenuit\u00e0, l\u2019assenza disarmante di ogni tattica diplomatica erano segni inequivocabili della purezza degli ideali che lui personalmente viveva e che cercava di inoculare anche negli altri.<br \/>\nCerto, le posizioni rispetto agli anni del Seminario si erano invertite. L\u2019esigenza, quasi l\u2019ossessione di vedere tutto chiaro, evidente, aveva lasciato il posto all\u2019oscurit\u00e0 luminosa dell\u2019adorazione. Era diventato una creatura &#8220;pacificata&#8221;, pur rimanendo capace di indignazione. E la lettura assidua della Parola di Dio non costituiva un tentativo di mettere insieme idee chiare e distinte, ma era un inoltrarsi nel deserto, un penetrare nel territorio sterminato e affascinante del Mistero.<br \/>\nDa vecchio amico, che, tra l\u2019altro, in un recente momento doloroso, ha ricevuto da lui commoventi testimonianze di vicinanza e conforto, non riesco che a dirgli: &#8220;Grazie, caro don Arturo, per il disturbo. E, mi raccomando, non smettere di scuoterci e inquietarci anche da lass\u00f9&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p align=\"right\">don Alessandro Pronzato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>ANNO BENEDETTO!<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Caro don Arturo,<br \/>\n\u2026 stavolta ho deciso di scriverti. Prendo la matita, un foglio di carta, mi siedo al tavolo della cucina\u2026 ma invece di scrivere mi sale un groppo alla gola e mi metto a piangere, un pianto che non riesco a frenare. Lo so che non dovrei, perch\u00e9 tu sei alla presenza di Dio, quel Dio che hai amato tanto.<br \/>\n&#8220;Quattro parole&#8221;? Ci andrebbero almeno quattro volumi per raccontare le meraviglie della tua vita, le preghiere, le prediche, i richiami, i consigli e anche i piccoli litigi, specialmente all\u2019inizio, quando facevo pi\u00f9 fatica ad entrare nell\u2019ottica dell\u2019obbedienza. Obbedienza! Una parola da mettere, come minimo, sul solaio, in questi tempi.<br \/>\n<b>1987. <\/b>Perch\u00e9 questa data cos\u00ec evidenziata? \u00c8 l\u2019anno in cui ti ho incontrato: anno benedetto!<br \/>\nHo sentito dire in paese che a San Valeriano sono arrivati dei monaci un po\u2019 strani, che vivono in miseria, il che non \u00e8 vero: <i>vivono in povert\u00e0<\/i>, lavorando la terra e allevando qualche coniglio e gallina. Comunque la curiosit\u00e0 mi ha preso, e ho voluto andare a vedere di persona.<br \/>\nPrendo una borsa di verdura nell\u2019orto e vado su. L\u00e0 non vedo nessuno. La porta della Chiesa \u00e8 aperta, e allora entro per dire una preghiera. Sento camminare pian pianino dietro di me, mi volto e ti vedo. S\u00ec, eri proprio tu!, quel prete che ha cambiato la mia vita. Benedico mille volte quel giorno.<br \/>\nTi avvicini, ci salutiamo, finiamo insieme la preghiera, poi usciamo parlando del pi\u00f9 e del meno, come si fa di regola per &#8220;attaccare bottone&#8221;. Io cercavo di capire, di saperne di pi\u00f9 sulla Fraternit\u00e0 facendoti domande, cui tu gentilmente rispondevi. Ma tu, da buon &#8220;ragno&#8221;, stavi gi\u00e0 studiando come far cadere la mosca nella ragnatela. E ci sei riuscito!<br \/>\nAmmettilo, per\u00f2: te ne ho dato del filo da torcere! (Scusami se ti parlo cos\u00ec scherzosamente, ma tu conosci bene il mio carattere, e sai che non so essere serio neppure quando piango).<br \/>\nE intanto, parlando parlando, il tuo discorso &#8220;per caso&#8221; va a finire sulla Lectio divina, sulla Bibbia\u2026 Naturalmente di queste cose io non ci capisco niente, per\u00f2 un po\u2019 di curiosit\u00e0 mi \u00e8 venuta. Intanto tu mi spieghi che in autunno si sarebbe iniziata &#8220;questa cosa&#8221;, e senza tanti giri di parole mi inviti a partecipare. Ed io, sempre pi\u00f9 per curiosit\u00e0 che per altro, mi lascio convincere, certo di lasciare tutto alla prima occasione. A dire il vero ogni volta che mi sono poi trovato di fronte a certe pagine di Vangelo questa tentazione mi ha colto. Ma questo succedeva 15 anni fa\u2026 e sto ancora aspettando &#8220;la prima occasione&#8221;!!<br \/>\nCos\u00ec continuo a salire lass\u00f9, per la Lectio divina, e ogni volta che apro la Bibbia ti sento con me. Apro la prima pagina e leggo, su quella Bibbia che tu mi hai regalato:<\/p>\n<p><i>Al carissimo Ugo, con l\u2019affettuoso augurio perch\u00e9, con la cara Liliana, si chini sulla Bibbia per ascoltare i battiti del cuore di Ges\u00f9 e avere luce e forza per camminare verso la santit\u00e0. Con tanto affetto<br \/>\ndon Arturo<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">E non so trattenere le lacrime.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0Ugo<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\">ex-operaio, delle Piccole Fraternit\u00e0 della Parola<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>QUEL FUOCO INTERIORE<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Ho ricevuto molto da Padre Arturo Giaccone. La sua fede limpida, la sua capacit\u00e0 di ascolto e di comunicazione, il suo vivo senso di accoglienza sono stati per me un forte stimolo ed aiuto nel mio ministero episcopale a Pinerolo.<br \/>\nCi siamo frequentati per 15 anni e ho seguito il cammino di questa piccola Fraternit\u00e0 monastica nata da poco tempo. Ho condiviso ideali e speranze. Ho riconosciuto in essa un &#8220;dono&#8221; di Dio per la sua Chiesa.<br \/>\nPadre Arturo era l\u2019anima di San Valeriano. C\u2019era in lui un fuoco interiore che lo bruciava e che egli irradiava a tutti coloro che lo incontravano. Era un innamorato della Parola di Dio. San Valeriano era diventato un luogo privilegiato di preghiera biblica, di silenzio, di ascolto, di rifornimento spirituale. Molti ne hanno fatto l\u2019esperienza. Non sono pochi coloro che hanno riscoperto la fede che avevano abbandonato.<br \/>\nPadre Arturo, missionario e monaco del nostro tempo. Una vita monastica aperta, ricca di preghiera, di povert\u00e0, di accoglienza.<br \/>\nGrazie, Padre Arturo! Continua a parlarci con la tua luminosa testimonianza evangelica.<\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: Wingdings;\">X<\/span> <i>Pietro Giachetti<br \/>\n<\/i>Vescovo emerito di Pinerolo<\/p>\n<p><strong>\u00a0COSI\u2019 RICORDO PADRE ARTURO<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Quale ricordo di don Arturo? Forse \u00e8 bene distinguere due periodi.<br \/>\nQuando ero adolescente e a Casale Monferrato lo ascoltavo, predicatore. Ero pieno di stupore e di ammirazione per la sua capacit\u00e0 comunicativa, coinvolgente sino all\u2019emozione. Ma anche mi sentivo impari ad attuare le sue sollecitazioni.<br \/>\nIl secondo periodo \u00e8 al suo ritorno dall\u2019esperienza missionaria multiforme in America Latina. Ho condiviso in pieno il suo desiderio ed esigenza di vivere la <i>radice della missionariet\u00e0<\/i>: il dono della Parola di Dio &#8220;spezzata come pane fragrante del Signore&#8221;. Per questo ho tentato di essere vicino sia nella stagione di Montecroce (Villamiroglio), sia in quella di San Valeriano (Cumiana).<br \/>\nAnch\u2019io, nel mio piccolo, vivo di una eredit\u00e0 che non \u00e8 solo di don Arturo, sacerdote integro, zelante e della coerenza radicale al Vangelo, ma di una Tradizione Apostolica di cui don Arturo e la sua piccola comunit\u00e0 (in fratel Giorgio e sorella Maria), come &#8220;germoglio&#8221;, rivelano la perenne novit\u00e0 biblica (cfr. Is 43,19).<\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: Wingdings;\">X<\/span> <i>Luciano Pacomio<br \/>\n<\/i>Vescovo di Mondov\u00ec<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>\u00a0CONFIDENZE AD UN PADRE<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0Quanto raccontato qui di seguito da una sorella delle Piccole Fraternit\u00e0 della Parola avrebbe potuto essere scritto da decine e decine di altre persone che a P. Arturo si sono rivolte perch\u00e9 le accompagnasse, con la sua carica umana e la sua profondit\u00e0 spirituale, nel cammino della vita. Davvero tanti lo hanno avuto come &#8220;Padre&#8221;!<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0Mi riesce difficile pensare a te, padre Arturo carissimo, parlare di te al passato, perch\u00e9 la forza della tua presenza continua oggi a permeare e orientare la mia vita e quella della comunit\u00e0.<br \/>\nMi rendo conto sempre pi\u00f9 del dono grande che ho ricevuto incontrando in te una guida spirituale illuminata, dotata di quella speciale acutezza interiore capace di andare direttamente al cuore, cogliendone l\u2019intimo desiderio di Dio, a volte nascosto o sopito.<br \/>\nProcedendo da soli si corre il rischio di percorrere il cammino di fede barcollando come ciechi senza individuare la strada giusta, disperdendosi in sentieri tortuosi che allontanano dalla meta facendo sprecare tempo prezioso; per mezzo tuo lo Spirito mi ha aiutata ad aprire occhi e cuore, a prendere la vita sul serio, a camminare verso quella perfezione interiore che conduce a Dio, nonostante la mia miseria, imperfezione, inadeguatezza. Solo un vero uomo di Dio pu\u00f2 condurre con sicurezza a orientare ogni momento della vita, ogni scelta, ogni azione secondo il pensiero di Dio, pu\u00f2 aiutare a scoprire il progetto d\u2019amore che il Padre ha su ciascuno.<br \/>\nE tu, padre Arturo, sei uomo di Dio.<br \/>\nHo sempre percepito che nella preghiera intensa e continua che animava la tua vita ci fosse un posto anche per me, come per ciascuno dei tuoi figli spirituali, e questo \u00e8 un pensiero che continua ad accompagnarmi e sostenermi.<br \/>\nNel tuo atteggiamento non ho mai riscontrato buonismo o facili parole consolatorie, banalit\u00e0 o superficialit\u00e0; sorprendeva la tua schiettezza, la lucidit\u00e0 interiore che ti permetteva di fondere nei momenti opportuni e in modo armonico rigore, tenerezza, delicatezza, intransigenza, comprensione, misericordia\u2026..<br \/>\nRicordo con nostalgia la tua accoglienza fraterna, la disponibilit\u00e0 totale anche nei momenti di stanchezza fisica; ultimamente traspariva la tua fatica nel parlare, ma si evidenziava ancor pi\u00f9 il forte desiderio di aiutare un\u2019anima in ricerca.<br \/>\nQuanta luce, chiarezza, forza e serenit\u00e0 da quegli incontri! Forse anche per quel tuo modo di considerare ogni persona in una visione globale: spirituale, fisica, psicologica; ho sperimentato quanto un buon cammino spirituale contribuisca alla crescita armoniosa dell\u2019essere umano nella sua completezza.<br \/>\nLe tue forti sollecitazioni mantenevano il cuore sempre vigile, in quella salutare inquietudine che rende vivo il desiderio di proseguire l\u2019avventura sempre nuova del cammino di fede, scoprendo che, passo dopo passo, la sequela di Cristo allarga lo sguardo su nuovi orizzonti.<br \/>\nLa lucidit\u00e0 interiore, la capacit\u00e0 di discernimento e la Carit\u00e0 che animava ogni tuo rapporto coi fratelli, erano segno visibile che nella tua vita era Cristo il tuo Tutto: l\u2019amore per Lui vibrava e traspariva da ogni tua parola e dalla tua vita.<br \/>\nOgni incontro con te \u00e8 stato un dono prezioso che lascia una traccia nel cuore.<\/p>\n<p align=\"right\">Livia<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\">delle Piccole Fraternit\u00e0 della Parola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>AFFERRATO DALL\u2019ASSOLUTO<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Resta vivo in me il suono della sua voce accogliente, decisa, sempre e tutta orientata al BENE, a Dio, al suo Assoluto. Ora che \u00e8 nella luce di Dio e vede meglio le nostre necessit\u00e0 siamo sicuri di avere un protettore e intercessore fedele, potente, poich\u00e9 egli ha dato tutto se stesso senza limiti fino all\u2019ultimo e in cielo la carit\u00e0 \u00e8 perfetta.<br \/>\nHo avuto la gioia e il privilegio di conoscere il Padre da ragazza &#8211; nel \u201860, quando sognavo l\u2019Assoluto e la Certosa come il deserto del <i>Cantico <\/i>ove LUI mi avrebbe condotta per parlarmi al cuore. Don Arturo si \u00e8 affacciato alla mia anima in quel momento facendola vibrare ancora pi\u00f9 forte. Fu un momento di grazia particolare&#8230; e le note che ne scaturirono mi accompagneranno in tutti i miei passi, cadenzandone il ritmo a quello della grazia, finch\u00e9 giunger\u00f2 anch\u2019io a lodare Dio con gli Angeli e coi santi nella dossologia finale, eterna: <i>&#8220;lodate il Signore perch\u00e9 eterna \u00e8 la sua misericordia&#8221;.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\">\u00a0una Certosina<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>IN TANTI LO HANNO CHIAMATO &#8220;PADRE&#8221;<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Parlare di una persona a cui si \u00e8 stati legati da lunga e sincera amicizia non \u00e8 semplice. Si \u00e8 inesorabilmente di parte. Non vorrei farne un santo prima del tempo e nemmeno cadere in frasi scontate o banali. Lasciate che parli come il cuore mi suggerisce. Vi voglio parlare di Don Arturo Giaccone: sacerdote della Diocesi di Casale, viceparroco e trascinatore di giovani; missionario, in Italia ed in Argentina, desideroso di portare a tutti l\u2019annuncio del vangelo ed infine fondatore della Fraternit\u00e0 monastica di Montecroce.<br \/>\nUn percorso, personale e sacerdotale, molto vario con un crescendo di radicalit\u00e0 nella sequela di Ges\u00f9 da diventare consigliere ricercato da laici e preti, animatore seguito di &#8220;scuole di preghiera&#8221; e &#8220;lectio divina&#8221;.<br \/>\nDon Arturo non si \u00e8 mai dato per vinto nel perseguire i progetti che, via via, il Signore gli suscitava nel cuore. Aborriva il compromesso o le mezze misure.<br \/>\nQuando la CEI gli affid\u00f2 l\u2019incarico di promuovere, in Italia, un\u2019azione a favore dell\u2019America Latina, come sempre si butt\u00f2 a capofitto nella nuova impresa, attrezzandosi con gli strumenti che potevano permettergli di &#8220;predicare sui tetti ci\u00f2 che aveva ascoltato nel segreto&#8221;.<br \/>\nEppure proprio quando quest\u2019opera stava giungendo al suo apice, ecco sentire un altro richiamo: la vita monastica in cui la <i>preghiera<\/i> e non la predicazione avesse la parte principale. Non mi sembrava possibile che l\u2019organizzatore, appassionato e mai stanco, di tante iniziative pastorali potesse iniziare una vita di silenzio, di raccoglimento e di meditazione. L\u2019Abate Magrassi, che nel settembre 1971 l\u2019aveva accolto, nell\u2019abbazia benedettina di Noci, aveva ben compreso che non sarebbe stato facile per Don Arturo passare da una vita piuttosto frenetica a quella monastica segnata da lunghi spazi di silenzio. E gli disse, nel giorno della vestizione monacale: &#8220;Dopo di aver imparato a fare il predicatore e il missionario ora dovrai imparare a fare il monaco&#8221;. E dobbiamo riconoscere che ha imparato a fare il monaco molto bene. Prima era lui che andava a cercare le persone entrando in ogni luogo che la decenza sacerdotale glielo consentisse, in seguito furono gli altri a cercare lui, attirati da quella nuova forma di vita che lo faceva sentire tutto di Dio e quindi pi\u00f9 facilmente mediatore con le realt\u00e0 soprannaturali.<br \/>\nCos\u00ec lui, che era figlio unico e con pochi parenti, \u00e8 diventato il &#8220;padre&#8221; amato e onorato da centinaia di persone.<\/p>\n<p align=\"right\">don Carlo Grattarola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>\u00a0UN PADRE<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Ti abbiamo conosciuto come &#8220;uomo di Dio&#8221; in quanto ogni tua parola era impregnata del suo Amore e della sua presenza; quante volte durante le confessioni, nel tuo parlare profetico e paterno abbiamo sperimentato l&#8217;Amore di Dio e la forza della Sua Parola che ti avvolgeva. Ci hai trasmesso, oltre alla Parola, l&#8217;obbedienza ad essa, il grande dono di vivere la Comunit\u00e0, l&#8217;Amore per i poveri e i deboli, quei poveri che al solo nominarli traspariva dal tuo volto e dalla tua voce una profonda commozione; e ancora: la famiglia e la sua vocazione, la tua amata Chiesa&#8230;<br \/>\nDal tuo aspetto apparentemente duro traspariva la tua sensibilit\u00e0 per i drammi dell&#8217;umanit\u00e0. Ci hai parlato di adozione, consigliato di essere famiglia aperta verso i bisogni altrui sensibilizzando i nostri cuori.<br \/>\nCos\u00ec Marina \u00e8 anche lei fra noi, perch\u00e9 tu avevi preparato il terreno per farci accogliere il seme al momento giusto, che non ha tardato ad arrivare, e tu hai ancora potuto vedere il suo frutto.<\/p>\n<p align=\"right\">Carmela e Gianni<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\">delle Piccole Fraternit\u00e0 della Parola<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>\u00a0LA PAROLA VISSUTA<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Se tra i tanti doni ricevuti da Padre Arturo dobbiamo scegliere l\u2019eredit\u00e0 pi\u00f9 preziosa che portiamo in noi e che speriamo di conservare sino alla fine della corsa, scegliamo senza dubbio questa: la centralit\u00e0 della Parola nella sua vita e l\u2019averci indicato, con le sue scelte, che la Parola non \u00e8 utopia, ma deve e <b>pu\u00f2 <\/b>essere messa in pratica. Sotto questo aspetto non avevamo mai incontrato nessuno come lui: sin dal primo incontro con lui, ci comunic\u00f2 quest\u2019ansia di vivere come la Scrittura gli dettava, con l\u2019esempio di Ges\u00f9 a trascinarlo, senza aspettare che altri gli dessero ordini o indicazioni di percorso.<br \/>\nLa Lectio Divina vissuta insieme a S. Valeriano ha risposto a quella che credevamo la nostra unica esigenza : approfondire la conoscenza della Parola di cui avevamo sete. Solo dopo abbiamo capito che non era tutto l\u00ec, che questo era solo il primo passo. L\u2019esempio di Padre Arturo e della fraternit\u00e0 monastica ci ha dimostrato che nella Parola c\u2019\u00e8 tutto, anche la forza per metterla in pratica.<br \/>\nPadre Arturo voleva anche misurarti sull\u2019obbedienza, se necessario in modo molto duro, ma sempre allungandoti una mano per uscire dal problema, per accettare un po\u2019 alla volta le difficolt\u00e0, ma soprattutto per accettare te stesso, conoscerti meglio e poter finalmente iniziare il tuo cammino di conversione.<\/p>\n<p align=\"right\">Silvana e Piergiorgio<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\">delle Piccole Fraternit\u00e0 della Parola<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>VEDERE COL CUORE<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Poso lentamente il telefono attraverso il quale ho appena avuto la notizia della sua morte, e mi rivedo sul sedile posteriore della vecchia Iso a due tempi con le mani aggrappate alla vita del curato che, dritto come un fuso e bagnato come un pulcino bagnato, ne \u00e8 alla guida&#8230; in quel pomeriggio immerso nella nebbia cos\u00ec fitta che la potevi tagliare con il coltello.<br \/>\nAppena affrontata la salita, la moto cominci\u00f2 a tossire, come per la recrudescenza di una bronchite ormai cronica, e poi a saltellare. Invano il curato tir\u00f2 la frizione, fece andar su di giri il motore, biascic\u00f2 a fior di labbra qualche giaculatoria; la moto ebbe ancora qualche sobbalzo e quindi, dopo essersi impennata come un cavallo al galoppo improvvisamente frenato dalle briglie, si ferm\u00f2.<br \/>\nNon ci fu nulla da fare: ai nostri disperati tentativi, il motore rispondeva con sordi grugniti o, al massimo, con qualche scoppiettio&#8230;<br \/>\n<i>&#8220;Non c\u2019\u00e8 niente da fare <\/i>\u2014 dissi io \u2014 <i>bisogna proseguire a<\/i> <i>piedi&#8221;.<br \/>\n&#8220;Io guido il manubrio e tu spingi di dietro sul sellino&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Andare a piedi per andare a piedi <\/i>\u2014 azzardai io \u2014 <i>\u00e8 meglio lasciar qui la moto&#8230;.&#8221;.<br \/>\n&#8220;Lo so, cristi\u00e0n <\/i>&#8211; mi rispose il curato &#8211; <i>questo lo dice la logica.., e il buon senso&#8230; ma quando arriviamo su, se l\u2019Angiolina si accorge che siamo venuti a piedi sobbarcandoci questa corv\u00e8 per lei, rimane male, la mettiamo in imbarazzo e le togliamo la gioia della nostra visita&#8221;.<br \/>\n<\/i>Era il primo venerd\u00ec del mese e la vecchia Angiolina, immobilizzata da una vita sulla sedia a rotelle, attendeva con ansia la visita del curato che le portava, con la comunione, il conforto della presenza di una persona con cui aprirsi e soprattutto parlare. La vecchia Angiolina era pressoch\u00e9 sempre sola in casa.<br \/>\nIn casa l\u2019aria era avvizzita, pesante; sapeva del rancido di minestroni bolliti e di finestre sempre chiuse.<br \/>\nIl curato apr\u00ec la finestra, si avvicin\u00f2 all\u2019Angiolina, la accarezz\u00f2. All\u2019Angiolina prese a scendere una lacrima sulle gote stanche, ed anche al curato brillavano gli occhi (ed anche a me). Le diede la comunione, poi parlarono a lungo mentre sulla stufa bolliva l\u2019acqua che io ero andato ad attingere al pozzo. Il curato la lav\u00f2, le mise in ordine il vecchio grembiule nero e le ravviv\u00f2 i capelli.<br \/>\nMi fece cenno di avvicinarmi e di inchinarmi.<br \/>\n&#8220;<i>Bel fiulin&#8230; <\/i>-. mi disse l\u2019Angiolina accarezzandomi &#8211; <i>bel fiulin\u2026 hai degli occhi proprio belli, buoni&#8230;&#8221;. <\/i>Io rabbrividii perch\u00e9 la vecchia Angiolina\u2026 i suoi occhi erano spenti.<br \/>\n&#8220;<i>Gli occhi sono spesso ciechi&#8230; <\/i>&#8211; mi mormor\u00f2 il curato &#8211; <i>anche quando vedono. Bisogna guardare, cercare &#8230; con il cuore\u2026 non con gli occhi&#8221;.<br \/>\n<\/i>E solo con il cuore cercava e vedeva don Arturo Giaccone.<\/p>\n<p align=\"right\"><i>Gianni Turino<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">&#8220;Ringrazio il Signore, che continua a far fiorire nel giardino della sua Chiesa uomini di Dio, persone &#8220;divinamente umane&#8221; come il caro Padre Arturo, prete e profeta dei nostri tempi!&#8221;<\/p>\n<p align=\"right\">don Roberto, missionario in Ciad<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0&#8220;L\u2019immagine che ci resta di Padre Arturo \u00e8 la sua vita schietta e trasparente, il suo sorriso e le braccia aperte ad accoglierci, la cena insieme\u2026 tutti segni di quanto lui fosse &#8220;uomo di Dio&#8221;, ed ha inciso sulla nostra vita di giovani sposi stimolandoci sempre ad allargare i nostri orizzonti&#8221;<\/p>\n<p align=\"right\">Ausilia e Paolo<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Padre Arturo era capace di mettere nelle sue relazioni con le persone, distacco e tenerezza, cos\u00ec da poterle conservare sempre, anche dopo la morte. Per me \u00e8 stato cos\u00ec: l\u2019ho conosciuto nel lontano 1969, e da allora la mia vita \u00e8 cambiata&#8221;<\/p>\n<p align=\"right\">sr. Mariangela<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0&#8220;So che Padre Arturo non si allontaner\u00e0 mai da San Valeriano, da voi soprattutto, la sua comunit\u00e0. \u00c8 proprio vero che i distacchi misurano l\u2019amore\u2026 L\u2019ho incontrato di passaggio, sulla sua strada di pellegrino dell\u2019Assoluto. Per poco, per pochi istanti, ma \u00e8 bastato per conservarne un ricordo forte e vivo&#8221;<\/p>\n<p align=\"right\">don Giorgio, salesiano<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Padre Arturo era un uomo che &#8220;faceva ardere il cuore&#8221; quando svelava il senso delle Scritture, dopo aver accettato di farsi, per un tratto, compagno di strada di chi arrivava a San Valeriano stanco ed affaticato&#8221;<\/p>\n<p align=\"right\">Ettore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL FUOCO DEL MISSIONARIO E LA SOAVITA\u2019 DEL MONACO Quando, sette anni fa, sono arrivato come vescovo a Casale, scorrendo l\u2019elenco dei miei preti, mi sono imbattuto in un nome: don Arturo Giaccone. 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