{"id":110,"date":"2013-01-04T17:05:18","date_gmt":"2013-01-04T16:05:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.montecroce.it\/?page_id=110"},"modified":"2016-10-16T11:49:19","modified_gmt":"2016-10-16T09:49:19","slug":"profilo-biografico","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.montecroce.it\/?page_id=110","title":{"rendered":"Profilo biografico"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Don Arturo: <i>sacerdote, missionario, monaco. <\/i>Lo conobbi durante un mio breve rientro dalla Colombia. Ero fermo sulla corsia di emergenza sull\u2019autostrada Firenze-Roma con l\u2019auto dell\u2019amico che mi portava a Roma in panne. Pass\u00f2 don Arturo, allora impegnato a promuovere sulle piazze d\u2019Italia la cooperazione con l\u2019America Latina, non so perch\u00e9 si ferm\u00f2, non ci conoscevamo, forse fu il suo spirito di buon samaritano a fermarlo. Con lui proseguii il viaggio per Roma e poi andai con lui, come &#8220;testimone&#8221;, ad una settimana di animazione a Montecatini. Conobbi il prete &#8220;ostinato, incorreggibile disturbatore della quiete pubblica, dei sonni e delle tranquille digestioni (comprese quelle clericali). Lui, imperterrito, incurante delle critiche, delle derisioni, delle parole di compatimento, seminava inquietudini, distribuiva bracciate di rimorsi&#8230;&#8221; come lo descrive don Alessandro Pronzato suo compagno di seminario.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Chi non ha dato tutto ha dato nulla&#8221;, \u00e8 scritto nella pubblicazione uscita, &#8220;in memoria&#8221; per iniziativa della sua Fraternit\u00e0 Monastica, una frase che, ovviamente, doveva essere spesso sulla sua bocca. Don Arturo \u00e8 stato intensamente, appassionatamente prete, missionario, monaco.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>Sacerdote<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Giovane prete scriveva: <i>&#8220;La passione per l\u2019apostolato non pu\u00f2 soddisfare completamente il cuore di un sacerdote; \u00e8 Ges\u00f9 che sazia: &#8220;O Signore, ci hai fatti per Te, ed inquieto \u00e8 il nostro cuore finch\u00e9 non riposa in Te&#8221;&#8221;. <\/i>Ed ancora<i>: &#8220;Mi fa terribilmente paura diventare un prete mediocre&#8221;. &#8220;Devo seguire l\u2019insistente voce di Ges\u00f9 che sento sempre dentro di me: Morire a te stesso&#8221; e questo secondo le forme quotidiane di croci che il Signore manda, innegabilmente ed inaspettatamente&#8221;.<\/i><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.montecroce.it\/?attachment_id=230\" rel=\"attachment wp-att-230\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-230 alignleft\" src=\"http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/sacerdote04-105x300.jpg\" alt=\"sacerdote04\" width=\"105\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/sacerdote04-105x300.jpg 105w, http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/sacerdote04-359x1024.jpg 359w, http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/sacerdote04.jpg 498w\" sizes=\"auto, (max-width: 105px) 100vw, 105px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Qualche giorno prima dell\u2019ordinazione la mamma gli aveva scritto: <i>&#8220;Carissimo figlio, ti auguro il candore della purezza e l\u2019umile bont\u00e0 del cuore, e che la Beata Vergine della Consolata ti stia sempre vicina nel tuo pensiero e nel lungo cammino della tua vita, che possa portarti un giorno vicino al suo diletto Divin Figlio Ges\u00f9&#8230;&#8221;<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Fece la sua prima esperienza come viceparroco nella parrocchia del Ronzone, un quartiere non facile di Casale. Al suo parroco, prima di andare, scrive. <i>&#8220;Fui sconvolto alla nomina a Viceparroco del Ronzone per la difficolt\u00e0 dell\u2019ambiente e la mia incapacit\u00e0. Per\u00f2 due pensieri mi hanno animato: l\u2019avere un parroco buono, di spirito che mi fosse padre e guida, e il poter lavorare in una parrocchia povera. La prego con l\u2019affetto di figlio di essere esigente con me, di correggermi duramente quando si accorger\u00e0 che il mio lavoro sar\u00e0 pi\u00f9 umano che soprannaturale. La prego farmi soffrire perch\u00e9 viva in me Ges\u00f9 ed abbia a progredire nella perfezione&#8230;&#8221; <\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non fu facile il suo inserimento al Ronzone. <i>&#8220;Nei primi tempi i modi bruschi della gente lo avevano intimorito, anzi, peggio, deluso&#8230; ma presto si sbloccarono le reciproche diffidenze e da allora i suoi occhiali, i suoi occhi sempre rovesciati ed ispirati, il suo modo di fare approssimativo ma generoso e pieno di entusiasmo, divennero un tutt\u2019uno col rione: tutti si identificavano in questo giovane curato dalla manualit\u00e0 nulla ma dal cuore grande&#8221;.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>Missionario<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La sua prima esperienza missionaria \u00e8 in casa. Nel 1956, su invito del suo vescovo, entra nel &#8220;Gruppo Sacerdotale Missionario Nostra Signora Regina di Crea&#8221;, dedito alle missioni popolari. Strade, piazze, bar, fabbriche e, naturalmente, chiese, oratori, saloni parrocchiali, ogni luogo diventava un <a href=\"http:\/\/www.montecroce.it\/?attachment_id=315#main\" rel=\"attachment wp-att-315\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-315 alignright\" src=\"http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/1967conCamara-173x300.jpg\" alt=\"1967conCamara\" width=\"173\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/1967conCamara-173x300.jpg 173w, http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/1967conCamara-592x1024.jpg 592w, http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/1967conCamara.jpg 1374w\" sizes=\"auto, (max-width: 173px) 100vw, 173px\" \/><\/a>pulpito da cui gridare Ges\u00f9 Cristo. Dir\u00e0 pi\u00f9 tardi: <i>&#8220;Il periodo delle missioni popolari \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 ricchi e fecondi della mia vita&#8230; Eravamo una comunit\u00e0 di sacerdoti e laici&#8230; ci occupavamo dell\u2019evangelizzazione nelle citt\u00e0, soprattutto nei quartieri periferici, dove l\u2019emarginazione era pi\u00f9 evidente&#8221;.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1964 il Vescovo di Casale Mons. Angrisani torna dal Concilio riportando l\u2019appello del Papa che chiedeva sacerdoti per l\u2019America Latina e con una proposta: la cooperazione con la diocesi di Neuqu\u00e8n, nella Patagonia Argentina. Don Arturo si offre con altri tre sacerdoti della diocesi. Cos\u00ec nel 1965 si imbarca per la Patagonia. Fu incaricato di una nuova parrocchia, Plottier. Furono due anni di grande condivisione coi poveri, che lo &#8220;graffiarono&#8221; per tutta la vita.<\/p>\n<p align=\"justify\">La sua missione argentina dur\u00f2 poco. Lo richiamano perch\u00e9 si rimetta a scorrazzare per l\u2019Italia per promuovere la cooperazione con l\u2019America Latina. Erano gli anni bollenti del \u201868, <i>&#8220;mi dettero anche del maoista, e pensare che parlavo solo della Populorum Progressio!&#8221;. <\/i>Ricordo la sua passione per i poveri nello spettacolo al Kursal di Montecatini, nella settimana che feci con lui. Coinvolse anche Carlo Campanini che si trovava, casualmente, nella citt\u00e0 termale. Riusciva a scaldare le masse e turbava la tranquilla coscienza dei benpensanti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Poi, quasi improvvisamente, lasci\u00f2 tutto. Era stanco di quella vita, non era pi\u00f9 la sua vita: <i>&#8220;Era un continuo viaggiare: incontri, dibattiti, conferenze in ogni parte d\u2019Italia. Una vita frenetica che rischiava di farmi perdere di vista il senso stesso del mio sacerdozio. A un certo punto mi sono reso conto del bisogno di pregare in silenzio, mi sono accorto di essere stanco di parlare&#8221;.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>Monaco<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Allora lascia tutto e comincia il suo pellegrinare attraverso varie esperienze per individuare la sua strada. Sentiva forte la chiamata alla vita semplice e radicale del monaco. <i>&#8220;Sentivo l\u2019urgenza di una vita in cui poter coniugare strettamente la ricerca di Dio e un ritmo di vita povero. Trovavo comunit\u00e0 che pregavano in modo splendido, ma erano cos\u00ec lontane dal mondo dei poveri.., e trovavo comunit\u00e0 veramente povere, ma in cui Dio era relegato a un piccolo angolo&#8221;.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">In un certo momento pens\u00f2 anche di iniziare una intensa vita di preghiera in Brasile, tra i baraccati di Recife, insieme ad un amico sacerdote missionario laggi\u00f9.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il suo primo tentativo di vita monastica lo fece nell\u2019abbazia benedettina di Noci. <i>&#8220;Dopo aver imparato a fare il predicatore e il missionario ora dovrai imparare a fare il monaco&#8221;<\/i> gli disse l\u2019Abate Magrassi. Ma non era quella la sua strada. Seguirono altre esperienze marcate dalla ricerca di radicalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nell\u2019autunno del 1973 il suo Vescovo gli diede il permesso di iniziare un\u2019esperienza eremitica su una splendida collina, Collegna di Verrua Savoia, un tempo parrocchia ora ridotta a piccolo borgo, con una vecchia canonica abbandonata. Si mise al lavoro ed in pochi mesi la casa e la Chiesa divennero funzionali. Voleva vivere da eremita ma non fu mai solo. Lui, che era partito per cercare Dio, si trov\u00f2 sempre pi\u00f9 cercato dagli uomini. Nel periodo di Collegna, per rispolverare la sua teologia, pass\u00f2 un periodo di tempo a Roma per studiare teologia spirituale al Teresianum.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Sognava il suo &#8220;monastero&#8221; come <i>&#8220;tenda aperta&#8221;<\/i>, dove cio\u00e8 la ricerca di Dio fosse vissuta in uno stile di semplicit\u00e0 e provvisoriet\u00e0, ma nello stesso tempo fosse condivisa con quanti bussavano alla sua porta. E furono molti, in quel tempo, a salire a Collegna: preti, seminaristi, suore e tanti laici.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un bel giorno, dalla parrocchia gli chiesero di pagare un affitto della vecchia canonica che aveva sistemato. Non aveva con che; prefer\u00ec cercarsi una nuova sistemazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">La trov\u00f2 a Montecroce. Nel desiderio di provvisoriet\u00e0, organizz\u00f2 il suo &#8220;monastero&#8221; in sette vecchi autobus acquistati dal comune di Torino. Uno lo adib\u00ec a cucina e sala da pranzo, un\u2019altro a cappella, due a magazzino, uno ai servizi e due furono divisi in piccole celle. Vi accoglieva i numerosi gruppi che venivano alla ricerca di un <i>silenzio <\/i>che parlasse di Dio. Le giornate di ritiro, tra preghiera, <i>lectio divina, <\/i>lavoro manuale e molto silenzio dicevano ai cuori molto pi\u00f9 di tanti discorsi. A Montecroce il cammino iniziato<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-1191\" src=\"http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/donArt.jpg\" alt=\"donart\" width=\"280\" height=\"211\" srcset=\"http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/donArt.jpg 1853w, http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/donArt-300x227.jpg 300w, http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/donArt-768x580.jpg 768w, http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/donArt-1024x774.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/> da Padre Arturo aveva ormai acquistato una sua identit\u00e0: Si stava conformando la Fraternit\u00e0 monastica che sognava e i ritmi di vita avevano acquistato la loro regolarit\u00e0. Nell\u2019accoglienza si era orientato sempre pi\u00f9 verso l\u2019offerta della Parola di Dio. Gruppi o singoli che trascorrevano dei periodi nella Fraternit\u00e0 erano introdotti alla Bibbia. Ogni anno veniva proposto un cammino quindicinale di <i>Lectio Divina.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">In questo periodo volle fare anche alcune esperienze concrete di itineranza. Coi membri della sua Fraternit\u00e0 e qualche amico, zaino in spalla, col puro indispensabile, partiva alla ricerca di Dio. Era un andare in preghiera, in povert\u00e0 e in comunione, senza denaro, chiedendo ospitalit\u00e0 dove capitava, offrendo in cambio qualche ora di lavoro. And\u00f2 ad Assisi, a Santiago di Compostela ed ai santuari del Piemonte.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ben presto i muri e gli autobus di Montecroce si dimostrarono troppo stretti. <i>&#8220;\u00c8 bene che vi guardiate attorno e cerchiate un luogo pi\u00f9 adatto per vivere la vostra vita monastica ed offrire con pi\u00f9 abbondanza la Parola di Dio&#8221; <\/i>gli disse un giorno il suo Vescovo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec, nel 1987, approda a San Valeriano di Cumiana, in diocesi di Torino e l\u00ec approfondisce il suo sogno di <i>&#8220;monachesimo antico&#8221;, <\/i>tutto incentrato nella <i>Lectio divina. <\/i>Il suo &#8220;monastero&#8221; diventa un punto di riferimento per molta gente, nascono le <i>&#8220;Piccole fraternit\u00e0 della Parola&#8221;, <\/i>gruppi di laici che settimanalmente si incontrano attorno alla Parola, pregata con lo stile della <i>lectio divina, <\/i>tentano cammini di autentica comunione fraterna, pronti a comunicare ad altri il dono ricevuto e l\u2019esperienza vissuta.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;La Parola genera comunione, la comunione si apre alla Missione&#8221;. <i>Parola, Comunione, Missione <\/i>sono i tre pilastri che hanno scandito il cammino di don Arturo e che ritmano anche la vita delle Piccole Fraternit\u00e0, inserite <i>nel cuore della Chiesa<\/i>. &#8220;Tutti noi che saliamo a San Valeriano siamo accomunati da alcuni elementi che superano e colmano le differenze di et\u00e0, di estrazione sociale, di cultura, di formazione religiosa. Ci troviamo tutti a percorrere uno stesso cammino di conversione nella conoscenza e approfondimento della Parola di Dio&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>La Pasqua<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Gli ultimi due anni furono contrassegnati da un progressivo declino delle condizioni di salute. Padre Arturo aveva sempre ammesso la sua paura di fronte alla sofferenza fisica, la sua debole capacit\u00e0 di sopportazione, la sua impazienza di fronte a tutto ci\u00f2 che non si risolvesse in breve tempo. Il letto di ospedale che lo ospit\u00f2 nei ripetuti ricoveri lo ammans\u00ec, lo rese docile, paziente, accogliente di fronte a tutto ci\u00f2 che ormai non poteva pi\u00f9 fare da solo e per il quale doveva essere aiutato. Giorno dopo giorno il Signore scalpellava i nuovi tratti del suo volto, sempre pi\u00f9 simile al volto di Cristo. E lui <i>&#8220;non oppose resistenza, non si tir\u00f2 indietro&#8221;<\/i> (cfr. Is 50,5).<\/p>\n<p align=\"justify\">Le settimane passavano, e <i>&#8220;mentre l\u2019uomo esteriore si andava disfacendo<\/i> \u2013 come dice San Paolo \u2013 <i>quello interiore si andava rinnovando di giorno in giorno&#8221;<\/i> (cfr. 2Cor 4,16). Arrivarono le avvisaglie che il Tessitore divino aveva ormai terminato di arrotolare la tela della sua vita (cfr. Is 38,12), e perci\u00f2 chiedemmo di poterlo portare a casa dall\u2019ospedale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli ultimi tre Giorni furono quelli della sua Pasqua, i giorni in cui, completamente arreso alla volont\u00e0 di Dio, stava offrendo tutto di s\u00e8. La sua croce fu quel letto sul quale ormai da settimane era inchiodato; il suo dolore fu quello di non poter pi\u00f9 donare una parola, non poter pi\u00f9 ascoltare la con<a href=\"http:\/\/www.montecroce.it\/?attachment_id=229\" rel=\"attachment wp-att-229\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-229 alignright\" src=\"http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/d.A.Paoline-195x300.jpg\" alt=\"d.A.Paoline\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/d.A.Paoline-195x300.jpg 195w, http:\/\/www.montecroce.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/d.A.Paoline.jpg 313w\" sizes=\"auto, (max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/a>fidenza di una pena. Ma sapeva bene che proprio adesso stava realizzando la sua missione pi\u00f9 grande, come gli aveva ben ricordato qualche mese prima il caro amico e fratello Mons. Giachetti: <i>&#8220;Padre Arturo, tu hai fatto tante cose belle da missionario, ancora pi\u00f9 belle da monaco. Ma ricorda: la parte pi\u00f9 feconda della tua vita \u00e8 quella che stai vivendo ora, nella malattia&#8221;<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Era la domenica mattina, XIV del Tempo Ordinario, quando pass\u00f2 dalla vita terrena a quella eterna. Suonavano in quel momento le undici. Cominciavano in tutte le Chiese le Messe solenni della domenica, memoria della risurrezione di Cristo. E Padre Arturo stava risorgendo con Lui.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di l\u00ec a poco sarebbe risuonata da ogni ambone la voce del Cristo: <i>&#8220;Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi, e io vi ristorer\u00f2&#8221;<\/i> (Mt 11,28).<\/p>\n<p align=\"center\">(tratto da: <i>Fidei Donum. Profili<\/i>,<br \/>\nQuaderni della Segreteria generale CEI, n. 22, Ottobre 2005)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">[chi desiderasse l\u2019opuscolo biografico <i>&#8220;Chi non ha dato tutto ha dato nulla&#8221;<\/i>, pu\u00f2 richiederlo alla Fraternit\u00e0 monastica]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Arturo: sacerdote, missionario, monaco. Lo conobbi durante un mio breve rientro dalla Colombia. Ero fermo sulla corsia di emergenza sull\u2019autostrada Firenze-Roma con l\u2019auto dell\u2019amico che mi portava a Roma in panne. 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